“Lucy, la nostra antenata più nota, ci accompagna in un viaggio alle origini dell’alimentazione umana, ricordandoci il ruolo cruciale delle proteine animali nello sviluppo del cervello e della nostra specie” così Pietro Paganini, analista e divulgatore socioeconomico e geopolitico, racconta il suo libro “A spasso con Lucy. Perché mangiamo come parliamo. Virtù e valore delle proteine animali” (Guerini e Associati) durante l’evento di presentazione dell’edizione inglese che si è tenuto al Parlamento europeo. Al centro dell'incontro il ruolo delle proteine animali nell’evoluzione umana, il loro valore nutrizionale, ma anche sociale e l’importanza che esse rivestono nella tutela di quel rapporto sempre più fragile fra uomo, nutrimento e ambiente.
Sul valore della carne nell’alimentazione umana, è intervenuta la dottoressa Elisabetta Bernardi, nutrizionista e docente dell’Università di Bari “La sua introduzione nella dieta ha rappresentato un passaggio importante perché ha aumentato la densità nutrizionale dell’alimentazione, cioè la quantità di nutrienti essenziali disponibili per unità di cibo. Questo ha reso disponibili amminoacidi essenziali, ferro eme, vitamina B12 e zinco in forma altamente biodisponibile”. E sulla cosiddetta “transizione proteica”, cioè sull’idea che le proteine animali possano essere sostituite con quelle vegetali senza alcun effetto sul valore e l’apporto nutrizionale, Bernardi ha spiegato “il rischio è di ridurre una realtà biologicamente complessa a una semplice sostituzione tra alimenti. L’essere umano si è evoluto in un contesto onnivoro, senza escludere alimenti, ma integrandoli. E questo è un punto chiave anche oggi: la flessibilità alimentare è una forza biologica, non un limite. A partire da questa eredità si sviluppa la Dieta Mediterranea, un modello che non è semplicemente culturale, ma profondamente biologico. La sua struttura è basata su un equilibrio: prevalenza vegetale, presenza moderata ma strategica di alimenti animali, varietà e stagionalità”.
Durante la tavola rotonda che ha seguito la presentazione del volume l'europarlamentare Stefano Cavedagna ha detto “Oggi più che mai assistiamo a una cultura del sospetto verso la carne e le tradizioni alimentari consolidate, promossa da ideologie ultra-ambientaliste che dimenticano l’equilibrio tra scienza, salute e rispetto dell’ambiente. Da emiliano-romagnolo conosco e sono fiero delle nostre filiere ed eccellenze”. Mentre Dario Nardella ha aggiunto “abbiamo bisogno di spazi in cui la scienza possa dialogare con la politica, lontano dai dogmi e dalle semplificazioni”. Per Carmen Crespo Díaz, eurodeputata e portavoce del PPE nella Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo: “L’allevamento è un settore strategico per il mondo rurale e per la competitività dell’Europa, e dobbiamo valorizzarlo senza esitazioni”. Benoît Cassart, allevatore, deputato europeo e presidente dell’Intergruppo Sustainable Livestock, ha concluso “Cucinare elementi provenienti dalla natura è una delle prime attività dell’umanità. Eppure, oggi abbiamo in gran parte perso il legame con l’origine dei nostri alimenti. Parallelamente, il consumo di alimenti ultra-processati continua ad aumentare. Diventa essenziale ristabilire un legame con l’origine della nostra alimentazione e valorizzare una cucina più semplice e consapevole”.
2026-04-10T06:45:35Z